martedì 5 febbraio 2019

seguilestagioni : febbraio


Febbraio è il mese dell'amore e mentre
 cercavo una storia che lo raccontasse  ..
 ho trovato Ali e Nino;
 in Georgia, sul lungo mare di Batumi , sulle sponde del mar nero ,ogni sera alle 19 si celebra l'amore..
due statue giganti che rappresentano i due amanti si avvicinano l'una all'altra ,si baciano, si fondono e poi si riallontanano
guarda il video:
https://www.youtube.com/watch?v=0FUNfYeixFw

 Ali un nobile mussulmano , Nino ,una principessa georgiana,  tutto li divide , religione , cultura ..la guerra ..tutto , non potranno mai amarsi liberamente

ma il loro amore resiste , è profondo  e sarà per sempre così

questo è l'amore ..quello che "nonostante tutto" vive,
  colora i giorni , riempie di emozioni,

non esistono silenzi, impedimenti, non esistono ostacoli di nessun genere..

questo dobbiamo imparare..ad amare senza riserve ,
ad amare la vita, tutto quello che si porta..

facciamoci attraversare dall'amore ,sconvolgere , diventiamo matti , lasciamo che il destino accada ..
facciamoci attraversare dall'amore sempre e comunque.

Buon San Valentino a tutti...ogni giorno ,per ogni stagione del cuore.
 «Coloro che vivono d’amore vivono d’eterno.»
(E. Verhaeren)
Ecco alcune mise en place per festeggiare il vostro amore:
credits



ecco come piegare il tovagliolo a forma di cuore:
credits
credits
credits


credits
credits
credits
Colazione al cottage :






lista della spesa :
siamo anche su Instagram e Pinterest <3
Lisu

domenica 2 dicembre 2018

seguilestagioni : Dicembre




Esiste un mese più bello?
na!
fatto di regali, famiglia...lunghe cene seduti a tavola, le candele sempre accese, l'albero che ferma il tempo ..


vedere lui aprire il calendario dell'Avvento,




decorare la casa insieme mentre Fanny ci osserva basita
nulla è così bello ..


i pacchetti da preparare per le amiche lontane, la letterina a Babbo Natale scritta venti volte,


le telefonate ed i messaggi con il clan  Marrese per decidere cosa cucinare ..


le misure del tavolo ..perchè anche qui al cottage..non basta 
questo è il Natale..
aspettare insieme
stare insieme
e nient'altro.
Buon Natale a tutti <3
Lisu
Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all’interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta.
Harlan Miller

 Stella di Natale:
Nel linguaggio dei fiori la stella di Natale ha un significato davvero bello e particolare.
Essa infatti incarna lo spirito della rinascita e la serenità tipica del Natale.
Se si dona questa pianta a qualcuno vuol dire che gli si sta augurando di passare le feste natalizie con gioia e felicità, insieme alle persone a cui si vuole bene.
È quindi perfetta da regalare ad amici e parenti che ci invitano a pranzo e cene durante le festività.
Esistono moltissime storie intorno a questa pianta.
La più bella e conosciuta proviene dal Messico dove viene chiamata fiore della santa notte.
La leggenda antica narra che durante la notte di Natale una bambina in fondo alla cappella di una chiesa piangeva e chiedeva al signore di aiutarla a dimostrare il proprio affetto a Gesù in quanto essendo troppo povera non aveva niente da offrirgli. All’improvviso accanto a lei apparve un angelo che gli disse che il Signore non aveva bisogno di regali materiali ma che bastavano dei fiori.
Così la bambina uscì dalla chiesa e raccolse un mazzo di fiori selvatici che si trovavano nei dintorni e dopo averli posizionati davanti al presepe costruito dagli abitanti del villaggio, che ne frattempo mormoravano contrariati, si trasformarono i magnifici e sgargianti fiori rossi.
Di leggende ve ne sono molte, ma è certo che furono i missionari spagnoli a farla diventare la pianta simbolo del Natale probabilmente proprio perché le sue foglie si colorano di rosso proprio in coincidenza di tale festività.
( fonte web)

Questo mese partecipano con me:
Alisa - AliseHomeShabbyChic
Beatrice - Beatitudini in cucina
Ely - Nella cucina di Ely
Enrica - CoccolaTime
Francesca - Crudo e cotto
Ilaria L. - Biologa nutrizionista
Ilaria T. - Soffici 
Anna- Ultimissime dal forno
Maria - La mia casa nel vento
Miria - 2 amiche in cucina
Monica - Fotocibiamo
Simona - Pensieri e pasticci
Sisty - I biscotti della zia
Susy - Coscina di pollo

martedì 6 novembre 2018

seguilestagioni : novembre


credits
Nessuna ombra, nessun brillare, nessuna farfalla, niente api, niente frutta, niente fiori, niente foglie, nessun uccello
Novembre!
(Thomas Hood)
come dice Hood non ci saranno queste cose... ma ci sono le attese..

sbirciare gli addobbi di Natale..
le lucine accese già dall'ora del tea

le cioccolate calde per merenda
coperte sparse sul divano

i vestiti in tartan ed i maglioni per abbracciarsi 
il profumo della legna che riempie l'aria
le castagne
lo spezzatino con funghi e polenta
tanto tea a qualsiasi ora

tappeti di foglie colorate ovunque
le filastrocche delle vocali da imparare a memoria nel week end
i vecchi film sul divano
le candele al profumo di sandalo e vaniglia

l'happy halloween appeso al portone
e tante caramelle ..aspettando dolcetto o scherzetto?
 Nelle sere di metà novembre le assenze ti passeggiano dentro.
(Aerdna77, Twitter)



Questo mese partecipano con me:
Alisa - AliseHomeShabbyChic
Beatrice - Beatitudini in cucina
Ely - Nella cucina di Ely
Enrica - CoccolaTime
Francesca - Crudo e cotto
Ilaria L. - Biologa nutrizionista
Ilaria T. - Soffici 
Anna- Ultimissime dal forno
Maria - La mia casa nel vento
Miria - 2 amiche in cucina
Monica - Fotocibiamo
Simona - Pensieri e pasticci
Sisty - I biscotti della zia
Susy - Coscina di pollo

venerdì 5 ottobre 2018

seguilestagioni : ottobre


eccolo l'autunno
silenzioso come la sua luce
pieno di colori e profumi


la vite diventa rossa
un mare di foglie si impadroniscono del giardino
ricci e castagne
melograni


eccolo con i suoi magnifici colori
ti aspettavamo sai
devo ancora abituarmi ai repentini cambiamenti del  giardino
devo ancora decidere come renderlo nostro
per ora lo guardo
osservo il suo mutare 
e lascio spazio al gioco delle stagioni.



 Ciclamino :
La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.
Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si usava l’estratto di ciclamino come rimedio contro il morso dei serpenti velenosi.
Questa doppia valenza del ciclamino, pianta di indiscutibile bellezza ma velenosa, pianta di vita e di morte, ha fatto sì che il ciclamino, nel linguaggio dei fiori, simboleggiasse la diffidenza. 
 secondo un’antica leggenda (così narra Plinio il Vecchio), i luoghi in cui viene piantato il ciclamino sarebbero immuni da malefici e filtri nefasti. Così si attribuì a questo fiore la proprietà di guarire dal morso dei serpenti. Secondo alcuni era sacro ad Ecate, divinità dell’oltretomba, che presiedeva ad incantesimi e magie. Il ciclamino vivo influenza i centri di energia vitale; tenendo questa pianta  nella propria casa si avranno grandi benefici per l’ispirazione e la sicurezza di sé.
La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.
Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si usava l’estratto di ciclamino come rimedio contro il morso dei serpenti velenosi.
Questa doppia valenza del ciclamino, pianta di indiscutibile bellezza ma velenosa, pianta di vita e di morte, ha fatto sì che il ciclamino, nel linguaggio dei fiori, simboleggiasse la diffidenza. 

La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.
Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si
La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.
Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si
La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.
Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si
La leggenda più famosa sul ciclamino ci è stata tramandata da alcuni scritti di un famoso naturalista greco, Teofrasto, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo. Secondo Teofrasto, il ciclamino propiziava l’amore e la sensualità. Probabilmente Teofrasto aveva ricondotto la forma rotondeggiante e compressa ai poli del tubero all’utero femminile, associando così la pianta al concepimento. Questa credenza risultava inoltre rafforzata da una antica usanza, quella di adornare la camera dei giovani sposi con piccoli mazzi di questo fiore, in chiaro  augurio di fertilità.
Il ciclamino aveva colpito l’attenzione dei suoi antichi osservatori anche per un altro motivo: è una pianta velenosa. Nel tubero del ciclamino è presente un glicoside chiamato ciclamina, velenoso per l’uomo, ma non per alcuni animali. Anzi, il tubero di ciclamino è noto anche con il nome di pamporcino perchè è particolarmente appetito dai maiali. La presenza del veleno ha contribuito ad alimentare la leggenda del ciclamino come pianta dalle virtù magiche. Infatti, nell’antica Grecia il ciclamino era sacro ad Ecate, divinità lunare delle magie e degli incantesimi. Si era soliti piantare questi fiori intorno alle abitazioni  perchè si credeva che proteggessero dai malefici, e si
Il profumo emanato di fiori di ciclamino, secondo alcuni era ritenuta un porta fortuna, ancora oggi è diffusa la credenza secondo la quale l’essenza di ciclamino favorisce l’incontro e l’unione delle persone affini e che vaporizzare alcune gocce nell’ambiente in cui si vive, o si lavora, questa accresca il prestigio personale.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...